FAQ
Alcune domande frequenti sul Global Service
- A quali esigenze risponde il
Global Service?
- Qual'è la differenza tra Facility Management e
Global Service?
- Cos'è il Facility Management?
- Cosa si intende per Multiservizi (o
Multiservice)?
- Come si definisce il processo di terziarizzazione?
- Come si definisce il processo di Outsourcing?
- Cosa si intende per Comakership?
- Quanti tipi di esternalizzazione delle attività
manutentive esistono?
- Quali differenze intercorrono tra manutenzione
preventiva, manutenzione predittiva e manutenzione
programmata?
- Oltre alla manutenzione a
guasto, alla manutenzione preventiva, a quella predittiva e a quella
programmata,
quali altri tipi di manutenzione sono previsti?
- Quali sono le differenze tra Asset, Property e
Facility Management?
- Cos'è un Global provider?
- Qual'è la durata di un contratto di Global Service?
- Quali sono le attività tipiche del periodo di avviamento
di un contratto di Global Service?
- Quali sono gli aspetti critici nell'applicazione del
Global Service?
- Quali sono i ruoli e le figure chiave nell'ambito del
Global Service?
- In cosa consistono gli standard di qualità e gli
standard minimi di qualità?
- Come si può monitorare la customer satisfaction di
un Global Service?
- A cosa serve un sistema informativo?
- Cosa si intende per sistema informativo WIS?
- Come deve essere organizzato un sistema informativo
per il Global Service?
- Cosa si intende per contratto misto?
- Qual'è la normativa di riferimento per
gli appalti di lavori, di servizi e di forniture?
1. A quali esigenze risponde il
Global Service?
Negli ultimi anni le attività manutentive hanno cambiato volto, discostandosi sempre più dalla concezione di semplici attività riparative: da una concezione tradizionale della manutenzione considerata esclusivamente come costo, si è passati ad un’idea di manutenzione come attività orientata all’ottimizzazione e al miglioramento.
Il contesto sempre più competitivo del mercato impone una gestione bilanciata ed efficace della manutenzione, che deve sempre più garantire procedure e budget standardizzati. Ecco perché è nato il Global Service, una formula contrattuale relativa a servizi multidisciplinari nella quale l’assuntore progetta, gestisce ed eroga le attività manutentive con piena
responsabilità sul
raggiungimento di obiettivi prefissati.
Il Global Service risponde a domande sempre più complesse: di coordinamento, di gestione tecnica e amministrativa, di ottimizzazione delle risorse finanziarie, di competizione e, sostanzialmente, di offerta di un servizio di
qualità. 2. Qual'è la differenza tra
Facility Management e
Global Service?
I due termini sono spesso confusi. In realtà il Global
Service è una formula contrattuale adottata come soluzione
gestionale all'interno della disciplina manageriale chiamata
Facility Management. 3. Cos'è il
Facility Management?
Il Facility Management nasce negli anni '70 negli Stati
Uniti. Fino a tempi recenti il Facility Management ha
concentrato la sua attenzione sulla gestione dei patrimoni
immobiliari, con l'obiettivo di contenerne i costi di gestione
e mantenerne il valore. Questa disciplina si è quindi
occupata di organizzare la manutenzione degli impianti
asserviti agli immobili e di pianificare quelle attività
attinenti, come la pulizia e la manutenzione del verde.
Attualmente è mutato lo scenario e il focus d'azione del
Facility Manager si è orientato dal prodotto al "cliente",
portando l'attenzione sui servizi e sull'organizzazione degli
stessi. Oggi il Facility Management comprende la gestione
integrata dei servizi agli edifici, ma anche agli spazi e alle
persone, che non rientrano nel core business di
un'organizzazione. 4. Cosa si intende per Multiservizi (o
Multiservice)?
La soluzione Multiservice consiste nell'affidamento a un
soggetto appaltatore esterno di più servizi, ma, a
differenza del maggiormente sofisticato Global Service, non
prevede i servizi di governo. 5.
Come si definisce il processo di
terziarizzazione?
La terziarizzazione (o esternalizzazione) è il processo
di delega ad una terza parte dell'organizzazione, della gestione e
della conduzione di uno o più servizi, lasciandone immutati i
procedimenti operativi esistenti.
Obiettivo della terziarizzazione è sempre la riduzione del
costo delle attività oggetto della stessa. 6.
Come si definisce il processo di
Outsourcing?
Attraverso il processo di outsourcing una serie di servizi/processi
vengono affidati dal cliente ad un'azienda esterna
specializzata, configurando un rapporto di partnership. 7.
Cosa si intende per
Comakership?
La Comakership è un sistema di partnership innovativo ed
evoluto il cui obiettivo è il raggiungimento di vantaggi
competitivi sul mercato per entrambi i partners. Questa
partnership prevede investimenti comuni in termini di
conoscenza, risorse e finanza. 8:
Quanti tipi di esternalizzazione delle attività
manutentive esistono?
Esistono diverse forme di organizzazione del sistema gestionale delle attività manutentive:
la creazione di un settore specializzato interno, con la razionalizzazione delle funzioni pianificatorie, organizzative e di
controllo; la terziarizzazione delle attività manutentive, con la pianificazione e il controllo del Committente tramite
sistema informativo che comporti una vera integrazione con l’assuntore;
l’esternalizzazione totale delle attività manutentive con corresponsabilità economica da parte dell’assuntore. 9.
Quali differenze intercorrono tra
manutenzione preventiva, manutenzione predittiva e manutenzione
programmata?
Le definizioni di queste tipologie manutentive si possono
trovare nella norma UNI 13306.
La manutenzione preventiva è "eseguita ad intervalli
predeterminati o in base a criteri prescritti e volta a
ridurre le probabilità di guasto o il degrado del
funzionamento di un'entità".
La manutenzione programmata invece è una "manutenzione
preventiva eseguita in base ad programma temporale stabilito o
a un numero stabilito di grandezze" e può essere ciclica
o periodica.
La manutenzione predittiva infine è definita come "manutenzione
su condizione eseguita in seguito ad una previsione derivata
dall'analisi e dalla successiva valutazione dei parametri
significativi afferenti il degrado dell'entità". 10.
Oltre alla manutenzione a
guasto, alla manutenzione preventiva, a quella predittiva e a quella
programmata,
quali altri tipi di manutenzione sono previsti?
Consultando le norme UNI si possono annoverare altri tipi
di manutenzione.
La manutenzione secondo condizione è "basata sul
monitoraggio delle prestazioni di un'entità e/o dei parametri
significativi per il suo funzionamento e sul controllo dei
provvedimenti conseguentemente presi" (UNI 13306).
La manutenzione di opportunità è definita come
l'"insieme delle operazioni di manutenzione condotte in
forma sequenziale o parallela su più componenti in
corrispondenza di una opportunità di intervento [...] tale da
realizzare sinergie e sincronie nell'impiego di risorse
economiche, tecniche ed organizzative" (UNI 10604). 11.
Quali sono le differenze tra
Asset, Property e
Facility Management?
Le attività di Asset Management comprendono le
strategie di medio/lungo periodo finalizzate alla
massimizzazione del valore di un portafoglio immobiliare,
concentrandosi in particolare su scelte di acquisto,
dismissione, trasformazione d'uso e valorizzazione del
patrimonio.
Il Property Management invece ingloba tutte le
attività di gestione tecnico-amministrativa finalizzate al
conseguimento e al mantenimento del reddito e del valore
patrimoniale.
Le attività di Facility Management infine assembla la
gestione di tutte le attività di servizio non rientranti nel
core business aziendale. 12. Cos'è un
Global provider?
Il Global Provider è "l'affidatario ed unico
interlocutore del committente per tutto ciò che riguarda la
gestione e realizzazione delle attività oggetto del contratto".
(Tratto da "Global service manutentivo", P.
Lucchetti, A. Cancrini, F. Petullà, EPC Libri, 2004) 13.
Qual'è la
durata di un contratto di Global Service?
Il contratto di Global Service ha di preferenza una durata prolungata, almeno
triennale (meglio se quinquennale), in modo da verificare nel tempo comportamenti e prestazioni rese. L’appaltatore ha inoltre necessità di un periodo di
rodaggio per attivare al meglio il
servizio. 14. Quali sono le attività tipiche del periodo di
avviamento
di un contratto di Global Service?
In un contratto di Global Service poliennale è opportuno
prevedere una prima fase di impostazione generale, durante la quale le parti hanno entrambe facoltà di recesso.
In questa prima fase si dovrà procedere a raccogliere sistematicamente tutte le
informazioni relative al patrimonio
immobiliare, conoscere approfonditamente lo stato manutentivo di ogni
immobile, approntare un sistema informativo
adeguato, definire i livelli
prestazionali, puntualizzare le strategie manutentive ed elaborare
piani di
manutenzione. 15. Quali sono gli
aspetti critici nell'applicazione del
Global Service?
"[...] due fattori di criticità che sembrano
condizionare maggiormente l'attuale scenario del GS nel nostro
Paese:
- l'approccio spesso non "consapevole" al GS da
parte della committenza (specie pubblica);
- la definizione e il controllo dei livelli di qualità
dei servizi erogati in GS"
[...] in situazioni in cui spesso è cronicamente "normale"
(da parte sia del committente, sia dell'assuntore) la carenza/assenza
di elementi-base di conoscenza quali-quantitativa dei
patrimoni immobiliari e urbani da gestire in GS, sia
oggettivamente difficile impostare, adottare e sviluppare un
processo e un contratto che [...] fa riferimento a un sistema
integrato di servizi "con piena responsabilità da parte
dell'assuntore sui risultati in termini di raggiungimento e/o
mantenimento di livelli prestazionali prestabiliti dal
committente"."
(Tratto da "Il Global Service: da strumento
contrattuale a processo gestionale" di S. Curcio, in
"Global Service. Linee guida per l'esternalizzazione dei
servizi di Facility Management per i patrimoni immobiliari e
urbani", a cura di S. Curcio, Il Sole 24 Ore, 2005)
16. Quali sono i ruoli e le figure chiave nell'ambito del
Global Service?
Due sono i ruoli da definire nell'impostare un Global
Service:
- il Responsabile Unità Operative sarà il referente/responsabile relativamente a tutte le attività manutentive di uno o più stabili
- l'Activity Manager coordinerà tutte le richieste di intervento e i piani di manutenzione predittiva
17. In cosa consistono gli standard di qualità e gli
standard minimi di qualità?
Uno degli aspetti più critici nell'approccio al Global
Service è rappresentato dalla definizione dei risultati da
conseguire, che devono essere formulati qualitativamente, ma
(e qui sta la difficoltà) anche quantitativamente.
I risultati da attendersi in fase di redazione di richiesta
di offerta devono essere esplicitati attraverso la
definizione degli "standard di qualità" e degli
"standard di servizio". I primi rappresentano "i
livelli di qualità prestazionale prefissati dal committente e
che l'assuntore del GS deve assicurare attraverso gli
interventi manutentivi.
Lo "standard minimo" di qualità che
l'assuntore ha, sempre e comunque, l'obbligo di garantire è
identificato nel mantenimento degli immobili nello stato prestazionale in cui si trovano al momento della relativa
consegna (status quo ante), condizione questa che deve essere
documentata (per esempio attraverso appositi e dettagliati
verbali di consegna degli immobili)."
(Tratto da "Il Global Service: da strumento
contrattuale a processo gestionale" di S. Curcio, in
"Global Service. Linee guida per l'esternalizzazione dei
servizi di Facility Management per i patrimoni immobiliari e
urbani", a cura di S. Curcio, Il Sole 24 Ore, 2005)
18. Come si può monitorare la customer satisfaction di
un Global Service?
L’indicatore “Soddisfazione degli
utenti” è uno degli indicatori valutativi per la definizione dei livelli di servizio di un Global Service. Per
valutare il grado di soddisfazione degli utenti si registrano
i reclami e le segnalazioni di disservizi che attivano le non
conformità di servizio. Inoltre si utilizzano verifiche della
soddisfazione, sia a caldo (segnalazioni di disservizi a
seguito di interventi a richiesta) e a freddo (valore dell'indice medio di
soddisfazione). 19. A cosa serve un sistema informativo?
Il sistema informativo
è lo strumento a supporto della raccolta, dell'archiviazione,
dell'elaborazione, dell'utilizzo e dell'aggiornamento delle
informazioni necessarie all'impostazione, all'attuazione e
alla gestione del servizio di manutenzione di un patrimonio
immobiliare.
(Tratto da "Glossario del Facility Management",
S. Curcio, C. Talamo, Il Sole 24 Ore, 2003)
In particolare nei casi di Global Service, nei quali
l'esigenza della misurazione dei risultati è centrale, il
sistema informativo risulta lo strumento chiave per il
monitoraggio di tutti gli indicatori prestazionali. 20.
Cosa si intende per
sistema informativo WIS?
La nuova generazione dei sistemi informativi è definita
WIS (Web Information System) e "tende alla risoluzione
delle necessità di condivisione attraverso l'utilizzo della
tecnologia di comunicazione per eccellenza: la
rete internet. Questi sistemi sono di fatto preposti al
cosiddetto "tracking delle attività" [...]
alimentato al fine di memorizzare rispetto a ogni transazione
(fase) ogni dato utile relativamente alle varie attività."
(Tratto da "I sistemi informativi per il Global
Service" di A. Tiveron, in
"Global Service. Linee guida per l'esternalizzazione dei
servizi di Facility Management per i patrimoni immobiliari e
urbani", a cura di S. Curcio, Il Sole 24 Ore, 2005)
21. Come deve essere organizzato un sistema informativo
per il Global Service?
Un sistema informativo a supporto di attività di Global
Service deve prevedere una serie di funzionalità atte a
gestire la molteplicità di attori del flusso di attività
manutentive.
La norma UNI 10604 definisce tra l'altro alcuni moduli, relativi alle principali aree di azione, che devono essere
implementati: il modulo anagrafica, contenente dati anagrafici, di localizzazione, tecnici, funzionali e dimensionali dei
componenti; il modulo piano di
manutenzione, con indicazioni su frequenza, modalità, operatori, specifiche tecniche e costi degli
interventi; il modulo per le richieste di intervento non programmate (a guasto, per atto vandalico o per obsolescenza dei
componenti); il modulo contenente le autorizzazioni amministrative
all’intervento; il modulo contenente gli stati di avanzamento dei lavori effettuati e da
effettuare; il modulo di archivio contenente lo storico degli interventi effettuati.
Tutte le informazioni e i dati inseriti nel sistema devono
consentire la formulazione di una rendicontazione dettagliata
delle attività e dei flussi gestiti, costruendo una reportistica
analitica dei dati in base ai più svariati parametri di
classificazione.
22. Cosa si intende per contratto misto?
Il Global Service può definirsi un contratto misto, in
quanto può comprendere come oggetto sia lavori (manutenzione,
ristrutturazione...), sia servizi (anagrafiche, call center,
pulizie...), sia forniture (macchinari...). 23.
Qual'è la normativa di riferimento per
gli appalti di lavori, di servizi e di forniture?
Per gli appalti di lavori: legge quadro in materia di
lavori pubblici (Legge
109/94 e s.m.i.) e il regolamento attuativo della stessa (D.P.R.
554/99).
Per quanto riguarda gli appalti di servizi (sopra soglia):
attuazione della direttiva europea in materia di appalti
pubblici di servizi (D.Lgs.
157/95 e s.m.i.).
Per gli appalti di servizi (sotto soglia): norme sulla
contabilità di stato (L. 2440/23 e R.D. 827/24).
Per quanto riguarda gli appalti di forniture (sopra soglia):
D.Lgs. 358/92 e s.m.i.
Per gli appalti di forniture (sotto soglia): D.P.R. 573/94.
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